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LA STORIA

Il Campetto (erba)
Era il lontano 1990 e quei molti ragazzi orfani delle giovanili dell'Asola, troppo presto lasciati a vagare nei meandri del calcio minorile o di periferia, si davano appuntamento nei campetti di quartiere per amichevoli incontri di calcio a 7. Il ritrovo preferito era chiamato "Il campetto". Era un campo all'aperto adatto a 14-16 giocatori, privo di regolarità, pieno di zolle, ma utilizzabile gratuitamente. Le giornate che offriva erano stupende. Molti i personaggi calcarono quel campo, finché non venne rifatto e assegnato ai pulcini dell'Asola, unici utilizzatori. I vari Paolo, Alberto, Leo, Davide, Mattia, Tiziano, Alessio, Nicola, Alessandro, Gabriele, Cristian, Mauro, Cesare, Andrea e tutti gli altri fedelissimi delle partitone del sabato pomeriggio, si trovarono smarriti, senza uno sfogo e fondamentalmente depressi.

 


I preti (sintetico)
Nel 1993, anno in cui il campetto fu dichiarato privato da Ercole (a quell'epoca accanito oppositore del calcio a favore del “dio” nuoto) cominciò l'era del calcetto, ritenuto la via di uscita dal tunnel della noia e della birra. I mezzi di trasporto erano pochi, necessari perché mancava un campo ad Asola, visto che l'unica possibilità era sempre il palazzetto di Ercole. Così si giocava all'oratorio, al campo chiamato "di prét", un modesto spazio a forma quasi quadrata, corto e stretto come la realtà che offriva. Ma con perseveranza i ragazzi si trovavano tutti i sabati e dominavano la scena con battaglie "chi perde va giù" e squadre miste, a volte allestite con relitti sportivi stile anti-calcio. L'età media era variabile e andava dai 17 ai 30 anni.
Il divertimento, soprattutto estivo, coincideva con una serie interminabile di partite consecutive, a partire dalle 14 fino alle 20, a volte fino al tramonto. Era cominciata l'era del calcetto. Scarpe da ginnastica e, per i più avvenieristici, scarpe da calcetto; pantaloncini o tute inconfondibili, sempre le stesse per ognuno; dorso nudo in estate e capelli (ce li avevano ancora tutti) più o meno lunghi e bagnati; magliette madide di sudore, spesso lanciate in segno di vittoria verso la casa di quelle vecchiette che collezionavano i palloni spesso scagliati oltre i tetti e alla sera strizzate per asciugarle e poter tornare a casa decentemente. E, dopo una vittoria, un'altra partita, il tempo solo per bere alla fontanella "l'acqua del cimitero".
I preti? Assenti, forse per il frasario volgare e blasfemo dei giocatori in preda a uno sforzo incessante e che provocava una tensione inimmaginabile, culminante con un senso di appagamento post-orgasmico. Già, perché donne non se ne vedevano all'epoca e l'unica ragione di vita era il calcio. Divennero storiche le espressioni "il calcio non ti molla mai", "il calcio la figa del 2000", "fammi toccare la palla", come altrettanto storicamente nacquero bestemmie nuove, come a instaurare un colloquio con Dio, ritenuto responsabile di ogni sconfitta, poveretto (citiamo la più celebre "Dio, ma perché sei così figlio di ..." - by Mauro). Poi c'era il rito dell'acquisto del pallone, sempre un Tango acquistato da Della Torre per 8.000 lire.

Gli anni passavano velocemente, persino l'inverno, quando si giocava a pagamento solo una volta al mese al palazzetto. Presto molti cominciarono a lavorare, altri si infortunarono, la maggiorparte dei ragazzi venne risucchiata in una situazione senza scampo: la coscienza di essere diventati vecchi per i preti, vecchi a confronto delle nuove generazioni, che, fumando allegramente i loro torcioni, pretendevano di giocare al sabato al posto nostro, loro con i loro scooter scorreggianti, i loro capelli a punta e il loro modo di giocare irrisorio e spaccone. Troppo per i ragazzi!

 


Fiesse (palestra)
Fu necessario trovare un'alternativa valida per tornare ad essere i dominatori e i celebratori incontrastati del vero calcetto del sabato, senza perdere l'orgoglio acquisito in tanti anni di gioco. Si decise di uscire dalle mura di Asola. Destinazione: Fiesse, in provincia di Brescia, a 8 Km da casa. Era il 1998 e il gruppo era numeroso, arricchitosi di nuovi elementi. Tutti avevano i mezzi ora e in più c'era un campo regolare. Chi non aveva le scarpe da calcetto era perché ancora non credeva nel presente. Si partiva con il ritrovo al Roxy Bar o a casa di Alberto e il giro di telefonate. Una in particolare era decisiva: quella al mitico Freddi, il custode della palestra di Fiesse, detto "Frèddy" o "Zio". Disponibile, paterno e indimenticabile anche oggi che ha lasciato l’attività. Le sfide erano di circa 2 ore, un tempo lontano dalle 5-6 ore dei preti, ma più vicino alla normalità e all’età dei non più giovani "calcettatori”. In fondo il calcetto erano 2 ore di furore, come lo poteva essere una mezz'ora con una donna. Già, perché ora c'erano anche le donne a ridurre i tempi di gioco e le disponibilità dei ragazzi. Si doveva sempre scegliere, o donna o calcio. Così era e così sarà sempre. Gli inverni erano pieni e ogni settimana almeno un appuntamento col calcetto a Fiesse era scontato. Poi anche d'estate, dove, in mezzo a sporadiche apparizioni dai preti, all'aperto spesso si preferiva la sauna della palestra, soprannominata "Arci-Fiesse". Alla fine del 2000 Freddi si dimise da custode e ci si sentì orfani. Il nuovo addetto alla palestra era spesso irreperibile, nonostante l'avvento dei telefoni cellulari, e i ragazzi cominciavano a calare. Mancava una spinta. Così Fiesse fu lasciata alle spalle.


 


Isola Dovarese (erba)
D'estate erano tanti quelli che tra i ragazzi davano la loro disponibilità a partite all'aperto, così c'era una rinascita del calcio, favorita anche dal campo a 8 di Isola Dovarese, in provincia di Cremona, a 10 Km da Asola. Tenuto in ottime condizioni dagli addetti e economicamente alla portata di tutti, esso ospitava partite di 2 ore a livello soft, a causa delle differenze tecniche dei giocatori, molti dei quali partecipavano all'insegna dello stare in compagnia, ma che nulla avevano a che fare col calcio, purtroppo. Tuttavia passarono 2 anni e si arrivò "in forma" alle soglie del nuovo millennio, quando fu costruito anche ad Asola un campetto all'aperto. A Isola ci si andava ancora, ma solo in primavera.

 


Asola (sintetico)
Nel 2001 Asola offriva un nuovo campo in erba sintetica, costruito sullo spazio di uno dei campi da tennis, poco usati e finanziariamente inutili a Ercole, che, vedendo per la prima volta il calcio come uno sport di successo e introiti, si decise nel 2000 a concedere quello che da anni gli si chiedeva. Calcetto vero, insomma, a 5 giocatori e sul sintetico... Cosa aspettarsi di più? Facile, dei prezzi abbordabili. Ma non lo erano e non lo sono tuttora. Comunque si giocava lo stesso, al sabato pomeriggio e ai ragazzi piaceva, anche se si faceva fatica a raggiungere il numero minimo. Da qui nacque l'idea di un incentivo, come poteva essere l'appartenenza a un gruppo unico, storico e amante del calcio e del calcetto. Nel 2001 si cominciò a trovarsi tutti i sabati e iniziarono a nascere rivalità calcistiche, voglia di rivalsa, sete di vittorie e, perché no, ambizione... La stagione 2001-2002 era appena alle prime giornate e già Alberto, detto Gnédu, Paolo, detto Lampo e Cristian, detto Cometti, pensavano all'organizzazione di un vero e proprio circolo del sabato, con resoconto di risultati, punteggi personali e raccolta fondi. Da anni Gnédu, nonostante lo sberleffo di tutti, teneva una classifica di qualità, affidabilità e rendimento di ognuno, al solo scopo di allestire le squadre in modo equilibrato. Da qui la sua idea: perché non rendere la classifica una cosa seria? Perché non mettere in palio dei premi in base ad essa? Era uno scherzo, pensava, ma qualcuno lo ascoltava con un orecchio e lo osservava con un occhio (solo).


La stagione era già cominciata e nessuno poteva ricordarsi dei risultati e dei punteggi precedenti... A parte uno, appunto, il Lampo. Aveva segnato tutto, ma proprio tutto, con grande sorpresa degli altri, "chiariti".

Ma il Lampo non aveva nient'altro da fare??? Grande.

Occorrevano delle regole, dei responsabili, insomma bisognava fondare un circolo. Paradossalmente la nascita ufficiale del circolo non avvenne di sabato, ma di domenica. Domenica 9 Dicembre 2001, dopo un'eccezionale partita festiva per l'indisponibilità del campo il giorno della Madonna. Dopo la partita si andò a mangiare alla trattoria "Impero" e molti quel pomeriggio dettero i numeri. Tra questi proprio il Lampo, che fu eletto Presidente per votazione dai 14 presenti (anche un po' assenti). Era nato il Circolo Calcetto Asola o famigliarmente "Quelli che il calcetto".
Presidente: Lampo
Vice presidente e Diretore tecnico: Gato
Direttivo: Gnedu, Paol, Cometti

 

 


Stagione 2001/2002 (la prima esperienza)
... praticamente un successo
Venne steso un regolamento, anzi due, uno serio e uno profano (oggi è una reliquia introvabile), in cui tutto era pianificato. A cominciare dalle quote partita, dapprima definite in base al costo del campo, in seguito maggiorate per racimolare qualche fondo cassa per le piccole spese di acqua e extra (così si diceva). Nella mente deviata del presidente e del direttivo cominciò a delinearsi l'immagine di una società di raccolta fondi.
Le partite si accesero, le rivalità crebbero mentre le forze calavano, viste le frequenti partite: una o due a settimana. Avrebbe vinto il giocatore con il punteggio maggiore e a lui sarebbe andata buona parte del montepremi accumulato. Per tutta la primavera la sfida si strinse intorno a due giocatori che più degli altri collezionavano risultati positivi: Scatto e Bona. Dietro di loro il vuoto, tanto che molti cominciavano a "mollare" nel momento dell bisogno, dopo nemmeno mezz'ora.
Venne fatta un'altra riunione e si decise di assegnare premi in denaro ai primi 3 e al giocatore con la migliore media punti per partita. Questo ridiede slancio a tutti, dal terzo in giù. E i primi due?
Scatto segnava da qualunque posizione con movenze impossibili e ribaltava situazioni difficili o disperate lasciando tutti a bocca aperta; Bona non faceva passare nessuno con i suoi piedi a uncino che spesso regalavano gol alla sua squadra e con la sua grinta perenne, che si rispecchiava in quel muso da combattente. Dopo un susseguirsi di rincorse e sorpassi, Scatto prese il largo quel tanto che bastava per non farsi più raggiungere e alla fine della stagione, quasi a Giugno, si decise che poteva bastare.

Fine Campionato:

Scatto
Bona
Rox
Miglior media Paulì (3,00 pti/part.)

Tutti in montagna...
... la tre giorni più traumatica che si possa vivere in montagna
Programma: partenza il venerdì sera per la val di Sole, destinazione Cogolo, presso una grande casa per colonie di ragazzi, sabato giro per le montagne, la sera cena e proclamazione dei vincitori e giro di bar e locali nel raggio di 20 km; la domenica mattina la partita conclusiva, poi i festeggiamenti e il ritorno a casa.
I partecipanti: Lampo (che la domenica non partecipò alla partita per svegliarsi alle 5 e fare trekking), Garden (diede esempio di resistenza fisica all'alcool), Matha (per lui una suite speciale detta "cella di isolamento"), Gnedu (intrattenitore della serata con le sue imitazioni), Cesare (mastro vinaio con preferenze per il Recioto), Bruschetti (in ginocchio su ginocchie precarie - con Annalisa), Rox (assente per cause d'amore - con neo morosa Elena), John (con la sua incorreggibile aria da salutista saputello, vittima del kaos regnante nelle sue preziosissime ore di sonno), Paolo (fragile prima, durante ma non dopo... la cura Recioto), Scatto (fresco vincitore, ma con la mira "appannata" dagli eventi notturni).


Stagione 2002/2003 (Nolli e la Champion’s League)
Era nato
un nuovo complesso sportivo: il centro di Massimo Nolli. Due campi in erba sintetica scoperti, un campo da basket libero, un bar fornito, qualche ombrellone e un parco tutto ancora da curare. Ottime premesse e soprattutto ottimi prezzi, la metà circa di quanto richiedeva il Centro Sportivo "SchiantaErcole". Il Circolo si spostò là, almeno finché durò la bella stagione... e durò parecchio, quasi fino alle prime nebbie della padania calcistica.


Nuove regole, sancite con la consueta cena, stavolta presso la festa del vino ai giardini del Chiese. Nuovo direttivo, quest'anno con la presenza importante dal punto di vista decisionale di Matha. Nuovi iscritti, grazie al reclutamento a tappeto del nostro presidente. Nuove prospettive, la prima delle quali riguardava l'introduzione delle partite infrasettimanali, comunemente chiamate "Champion's League".

Si trattava di organizzare ogni settimana una partita di campionato (il sabato) e una di coppa (il mercoledì o giovedì), a patto di trovare sempre almeno 10 persone. Beh, c'erano sempre, anzi ce n'erano troppe di persone. Occorreva una selezione e così si decise che non spettava ai responsabili cercare i giocatori, ma dovevano essere questi ultimi a dare la loro disponibilità, via telefono, sms o direttamente. I primi giocavano, gli altri si prenotavano per la prossima delle due partite settimanali o "si attaccavano".
Le quote vennero maggiorate per tenere il passo della maledetta moneta europea e per incrementaare il "bottino" di cassa. Alcune proteste ma nulla più.

Le partite erano molte e si rischiava di spezzare troppo la classifica che stranamente vedeva al comando sempre gli stessi. Così si inventarono i gironi di andata e ritorno, con premiazioni separate.
Ognuno faceva le sue proposte per aumentare la competizione (acquisto di casacche, di palloni regolari, di scorte di acqua o ricerca di sponsor tanto per citarne alcune), ma nessuna decisione fu più pazza di questa: comprare il furgone Volkswagen anni '70 soprannominato furgone dei libici... Teribbile!

Giornata dopo giornata la cassa era aumentata paurosamente e con essa i premi in denaro e le idee per il premio finale destinato a tutti: vacanza di 3 giorni al mare oppure acquisto delle mute per l'anno successivo? Prevalse la seconda.

 

Fine Campionato:

Scatto
Gas
Bögna
Miglior media Gato (3,23 pti/part.)

Fine Champion's League:

Bona
Corti
Gato


Stagione 2003/2004 (l’attrezzatura - il sito Internet)
Tanti soldi in cassa portarono l'attrezzatura per tutti: due completi da calcetto di colore diverso per ogni giocatore iscritto. Ogni completo, costato 14 €, comprendeva una maglia manica lunga, i calzoncini e i calzettoni. Ora le partite diventavano una cosa seria.

La realizzazione del sito, curata da Gnédu (gratuitamente e di notte) completa le novità per la stagione 2003/2004. Risultati e classifiche di tutte le competizioni, foto, dati e statistiche dei giocatori partecipanti, iscritti e non, muro dei commenti, consultazione della cassa, storia, regolamento e informazioni. Tutto in costante aggiornamento settimanale a cura di Lampo e Gnédu. Per saperne di più scarica il documento del sito ufficiale e contatta l'amministratore per avere l'accesso all'area iscritti, dove poter consultare il bilancio, i dati e i numeri di tutti i giocatori e altro ancora.

 

Fine Campionato:

Bona
Scatto
Lampo
4° Cometti
Miglior media Gnédu (3,438 pti/part.)

Fine Champion's League:

Bona
Cometti
George
Miglior media Bona (3,111 pti/part.)

Fine Coppa U.E.F.A:

Gato
Bona
Garden
Miglior media Scatto (3,429 pti/part.)

Fine Coppa Italia:

Gato
Roby
Bona
Miglior media Gato (3,625 pti/part.)

Fine Supercoppa Europea:

George
2° Gato

Fine Supercoppa Italiana:

Matha
2° Bona

Stagione 2004/2005 (Gli stranieri)
Vista la positiva esperienza delle Coppe introdotta nella stagione 2003/2004, anche quest'anno i ragazzi decidono di lottare su più fronti. Le partite diventano molto frequenti e la stanchezza viene mitigata con il "girà ensima", voce dialettale che ad Asola significa turn over. Si giocava due volte a settimana, senza fiato, compresi i festivi, quando i punti presenza valevano il doppio o anche il triplo. Si decise che sarebbe stato più pratico seguire gli impegni del calcio di serie A italiano e europeo. Il sabato si anticipava il campionato, il giovedì si giocava la Champion's League, la coppa Uefa o la coppa Italia a seconda del calendario dei veri campioni.

Intanto il gruppo crebbe fino ad abbracciare anche alcuni "stranieri". L'oriundo Totò, foggiano residente da anni in città, che presto si fece notare per la regolarità in campionato. I "pupi siciliani" Antonio e Filippo, entusiasti ma purtroppo non residenti ad Asola. E poi molte comparse e simpatizzanti. Da citare l'avvento di Vezzo, che ha aiutato molto nella ricerca di nuovi giocatori nei momenti di crisi.

Ogni settimana era una festa di 11-12 partecipanti. A metà stagione si decise di acquistare anche le magliette maniche corte, per la bella stagione che stava arrivando. ma con essa arrivava il caldo e quindi i ritmi rallentavano paurosamente per alcuni poveri vecchietti. Per fortuna c'erano i cambi. Quando la temperatura al coperto diventava insopportabile (40-45 gradi) ci si trasferiva da Nolli all'aperto. Ma se pioveva il calcetto non poteva fermarsi, quindi c'era sempre un tacito accordo col Re Ercole, che nel frattempo aveva ridotto i prezzi del campo.

Si cominciò ad utilizzare altri tipi di pallone, da quelli gialli lisci a quelli di cuoio plastificato, fino a quelli a rimbalzo controllato. Lo special tester era sempre Paol con la sua faccia piena di sensori per rilevare gli effetti di una pallonata improvvisa e ravvicinata.

 

Fine Campionato:

Totò
Bona
Gas
4° Vezzo
Miglior media Gato (2,940 pti/part.)

Fine Champion's League:

Gnédu
Bona
Vezzo
Miglior media Gnédu (3,000 pti/part.)

Fine Coppa U.E.F.A:

Gnédu
George
Gato
Miglior media Paulì (3,667 pti/part.)

Fine Coppa Italia:

Bona
George
Vezzo
Miglior media Bona (3,000 pti/part.)

Fine Supercoppa Europea:

Bona
2° Gnédu

Fine Supercoppa Italiana:

Bona
2° Gnédu

Stagione 2005/2006 (L'equilibrio assoluto)
Il vistoso aumento dell'età media dei giocatori non mise in crisi lo spettacolo. Simbolo della stagione un gruppo di "vecchietti" terribili che supplirono al calo atletico con la loro classe e soprattutto il loro mestiere, frutto di anni di esperienza passati a tavola ad osservare i veri calciatori, tra una frittata di cipolle e un processo del lunedì.

Esplose il numero dei partecipanti e la presidenza targata Alampi continuò a rappresentare un modello di gestione economica e pulizia morale in un'epoca caratterizzata dagli scandali del mondo del calcio "moggiano". Un calcio malato ma un calcetto Asola come felice eccezione. Almeno fino a quando il cellulare della sua dirigenza non verrà messo sotto controllo ...

Un grande equilibrio dominò in tutte le competizioni, grazie alla formula "sorteggio" attuata in forma definitiva e incondizionata dall'inizio della stagione. Questo però rischiava di rendere le ultime partite inutili, ma "fortunatamente" il sorteggio mise quasi sempre di fronte i primi in classifica. L'euilibrio si osservò anche nelle sfide dirette, dove i fratelli inferiori superarono quelli più titolati, dove giocatori incapaci diventarono difensori insuperabili e arcigni, mentre giocatori un tempo celebrati per i loro dribbling e la netta superiorità si nascosero in difesa e si rifugiarono in fallo laterale.

Partirono i primi esperimenti nell'organizzazione di Tornei intercomunali. Si sarebbero visti gli esiti, ma l'impegno non mancò.

 

Fine Campionato:

Gas
Bona
Scatto
4° Gnédu
Miglior media Gato (3,100 pti/part.)

Fine Champion's League:

Gato
Lampo
Leo
Miglior media Roby (3,000 pti/part.)

Fine Coppa U.E.F.A:

Leo
Bona
George
Miglior media Gnédu (3,400 pti/part.)

Fine Coppa Italia:

Bona
Leo
Gnédu
Miglior media Leo (3,625 pti/part.)

Fine Supercoppa Europea:

George
2° Bona

Fine Supercoppa Italiana:

Bona
2° Gas

Mundialito:

Leo
Bona
John
Miglior media Totò (3,250 pti/part.)